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In data martedì 15 marzo si sono tenute le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori di Control room security, convocate da Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL diRoma e Lazio e dalle rispettive RSU per raccogliere le criticità che insistono nel settore. Cronicamente i settori 24/24 soffrono di un personale ridotto all’osso, e CRS non fa eccezione. Infatti il numero egli addetti è insufficiente a garantire una rotazionea turni avvicendati (cui si aggiungono turni ridotti a recupero), generando così anche difficoltà nella fruizione di ferie e permessi. A ciò si aggiunge che non tutto il personale comandato svolge tutti i turni e chevi sono e vi saranno assenze di lunga durata. Questo genera una maggiore incidenza dei turni più disagiati solo su alcuni, condizione che nel lungo periodo rischia di diventare insostenibile. Va sottolineato poi che le attività in carico al FE di CRS sono destinate sempre più ad aumentare con l’entrata a regime dell’attività di B-safe. Nel settore assistiamo inoltre ad un fenomeno per il quale ad un elevato numero di lavoratrici e lavoratori che ha avanzato richiesta di cambio mansione nonè stata data alcuna risposta, mentre altri hanno anche avanzato candidature iningresso che però non sono state nemmeno colloquiate. Si aggiunge a quanto sopra indicato un mancato riconoscimento delle professionalità in linea con la particolarità dei contenuti e delle modalità di svolgimento delle mansioni in CRS .È di queste ore inoltre la comunicazione da parte dei responsabili ai lavoratori della non applicazione del lavoro agile per il FE. Scelta unilaterale poiché siamo in assenza di accordi collettivi sul tema, ma anche del tutto incomprensibile nella fattispecie. Infatti l’esperienza ci dice che in questi due anni di emergenza sanitaria incui è stato applicato il modello remotizzato per lo svolgimento delle attività il servizioè stato garantito con buoni livelli di qualità, anche grazie all’abnegazione ed allaprofessionalità dimostrate da addette ed addetti. A questo proposito, al SAG – che,come CRS, all’inizio era escluso dal LA – i Responsabili hanno optato per lo svolgimentodi lavoro agile relativamente ai turni più disagiati, andando in deroga a quantoprecedentemente previsto. Non vorremmo che a causa di qualche Responsabile che vuole esercitare un retrogrado controllo diretto sulle lavoratrici e lavoratori si stia penalizzando un intero settore non individuando scelte organizzative adeguate. Ancora: si lamenta una comunicazione deficitaria tra Responsabile e lavoratori, di rapporti di questi con i dipendenti non proprio improntati a sensi di collaborazione,di notizie che circolano poco e male (ad es., circa la necessità di sanificare i locali aseguito della scoperta di una positività al covid19).Infine, ma non certo per importanza: in CRS, come nel resto di TIM, sarà particolarmente doverosa un’applicazione rigorosissima dei Protocolli di salute esicurezza per il contenimento del covid19 – le lavoratrici ed i lavoratori sanno che, incaso di negligenza, possono rivolgersi sia al Preposto aziendale alla sicurezza sia aiRappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.Per quanto sopra esposto e per porre fine ad un clima esacerbato a causa di unapessima gestione l’Azienda deve farsi carico di dare giuste risposte alle lavoratrici ed ailavoratori, e trovare soluzioni adeguate. Da parte sindacale monitoreremo conattenzione l’intenzione aziendale di risolvere le criticità sollevate, mettendo in campo ogni azione nel caso non dovessimo intravedere alcuna volontà in tal seno

.Roma, 16 marzo 2022 

 

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