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Cinecittà
Comunicato stampa

CGIL e SLC-CGIL: l’annunciato rilancio degli studi cinematografici di Cinecittà ancora non si vede.

A distanza di un anno esatto dall’inizio della mobilitazione dei lavoratori dello storico sito Cinematografico di Cinecittà, che ha portato dopo  3 mesi di scioperi e  occupazione all’accordo sindacale poco o nulla è stato fatto. Questo è quanto dichiarano Roberto Giordano  Segretario regionale confederale CGIL di Roma e Lazio e Fabrizio Micarelli Segretario regionale SLC CGIL di Roma e Lazio.

Nonostante l’accordo prevedesse impegni ed investimenti per il rilancio dell’attività cinematografica sia da parte dell’azienda che  del Ministero dei Beni Culturali, ad oggi nulla è stato fatto. Siamo invece venuti a conoscenza che sono in corso lavori di demolizione di alcuni manufatti, non vorremmo, fosse l’inizio di quella cementificazione che ci ha portato lo scorso anno  a non condividere inizialmente il progetto di rilancio.

 

Invitiamo l’azienda, continuano i sindacalisti, ad  un’immediata convocazione per  informarci di quanto sta  avvenendo all’interno del sito di Cinecittà.

Ci preoccupano, inoltre, le voci di dimissioni del Presidente di Cinecittà tanto più in una situazione economica aziendale preoccupante. Ricordiamo che ad oggi  i soli a fare sacrifici sono stati i lavoratori.

Ci chiediamo continua la nota, perché il MIBAC ancora non metta in campo quanto si era impegnato a fare con l’accordo di dicembre 2012, sia in termini di investimenti economici sia in termini di costituzione di gruppi di lavoro, coinvolgendo le amministrazioni locali, le emittenti televisive sia pubbliche che private e i rappresentanti dei lavoratori del settore, per delineare  una politica di rilancio dell’attività cinematografica che incoraggi e rafforzi la produzione in Italia, tutelando l’occupazione nel settore.

Importanti, concludono Giordano e Micarelli le dichiarazioni del Sindaco Marino, in riferimento agli studi di  Cinecittà  e l’attenzione che lo stesso intende dedicare al rilancio del mondo culturale della Capitale.

In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo bisognerebbe infatti tornare ad investire in questo settore, invertendo quell’impostazione per cui “con la cultura non si mangia”.

Così facendo si potrà riportare Roma a recuperare quel ruolo internazionale  che le compete, al pari delle grandi città europee che hanno fatto  della cultura un esempio di sviluppo e benessere.