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“ La sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori viene sempre prima. Anche in Rai”. Lo sostiene Carlo Podda Segretario Generale Slc-Cgil di Roma e Lazio preoccupato di che si possano verificare episodi elusivi della norma sul distanziamento.

“In questa fase di emergenza sociale, le persone sono distanziate e consegnate spesso alle loro solitudini e paure e il servizio pubblico radiotelevisivo, la Rai, deve certamente, proprio per aiutare e sostenere ciascuno in questa difficile condizione, continuare a trasmettere produrre ed implementare e le proprie produzioni” dice Carlo Podda. 
“Ma non certo contravvenendo alle norme di sicurezza e di protezione di tutti gli operatori addetti a programmi e tg. Ecco perché non ci risulta comprensibile quanto sarebbe avvenuto Ieri sera allo speciale TG1 delle 21,40 dove Il dr. Agostino Miozzo del Dipartimento della Protezione Civile è intervenuto come ospite, tornandovi nella stessa veste dopo appena 10 giorni dalla trasmissione del 10 marzo scorso in cui aveva partecipato allo speciale Tg1 insieme al Vice Ministro Sileri, risultato poi positivo al Corona-Virus.  La notizia della presenza di Miozzi era stata resa nota agli addetti al programma già nel pomeriggio e, in considerazione dei tempi della quarantena, gli operatori avevano richiesto che venisse intervistato da remoto. Si è preferito invece farlo intervenire in studio creando sconcerto e timore tra gli operatori. Una scelta che appare incomprensibile e imprudente.
In una situazione analogamente drammatica, nel dopoguerra, la Rai alfabetizzando e contribuendo a riunificare l’Italia, svolse al meglio il proprio ruolo di servizio  pubblico a un compito di pari impegno è attesa oggi. Ma non c’è produzione senza sicurezza per gli addetti. Se commettiamo errori si compromettono  la salute dei lavoratori -che è al primo posto- e insieme la prosecuzione del lavoro.
Prima che si arrivi a episodi che mettano in contraddizione la sicurezza sul lavoro e la produzione, chiediamo alla Rai di rafforzare i controlli e di mettere in atto le indispensabili misure atte garantire la prosecuzione del servizio pubblico tutelando la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori RAI.

Siamo certi che il nostro appello non potrà cadere nel vuoto. In ogni caso la CGIL tutelera' la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Con ogni mezzo