TIM gestori.. (3-19)

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IL FAVOLOSO MONDO DEI GESTORI TLC

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     Che TIM viva una profonda crisi economico-finanziaria ed industriale è noto da tempo: basti solo pensare che è in regime di contratto di solidarietà difensiva da anni; per non parlare dell’avvicendarsi degli azionisti di riferimento, quindi di amministratori delegati, quindi di piani industriali, che si ripercuote inevitabilmente sull’organizzazione del lavoro…
      Ma è tutto il settore ad essere in difficoltà, per tra l’altro:
l’ingresso del quarto operatore mobile, che ha abbattuto i prezzi dei servizi alla clientela e quindi i margini di profitto; i costi di acquisizione delle frequenze e realizzazione della rete 5G;
la digitalizzazione dei processi e dei prodotti;
il ricorso agli appalti per mezzo di gare al massimo ribasso, i cui costi si scaricano immediatamente sulle condizioni di lavoro di quei lavoratori, e destabilizzano tutto il settore per la corsa all'abbattimento dei costi industriali.

   Ecco, allora, che Wind-H3G sta pensando alla societarizzazione o esternalizzazione delle torri e dei data center; fino al paventato trasferimento a Milano delle attività di controllo di gestione, fiscali, amministrative ed acquisto con corollario di trasferimento di personale, in prevalenza donne: a nostro parere, ciò equivale a compiere licenziamenti mascherati, dato che l’unica alternativa loro prospettata è l’uscita dall’azienda. Eventualità che costituirebbe inoltre l’ennesimo impoverimento economico ed industriale del territorio di Roma e Lazio, contro cui auspichiamo l’intervento delle Istituzioni locali.
   Vodafone, da par suo, intende alienare i negozi sociali (ed i relativi addetti…) ed a dichiarato complessivi 1130 fte esuberi. I componenti della RSU TIM Lazio eletti nelle liste di Slc-CGIL esprimono solidarietà nei confronti dei lavoratori in lotta! Certi che il Sindacato Confederale, in primis Slc-CGIL, non è più disposto a tollerare azioni unilaterali e traumatiche sull’organico – contro cui saprà organizzare scioperi ed altre iniziative di mobilitazione!
Da giugno 2018 abbiamo chiesto un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico, per attivare una virtuosa politica industriale di settore: per il bene del Paese, che necessita di una solida infrastruttura tlc, fissa e mobile, quale volano di ripresa economica, pubblica e privata; e per il consolidamento del diritto costituzionale alla comunicazione dei cittadini. Ad oggi, però, non abbiamo ottenuto nemmeno il primo appuntamento...
Il nostro obiettivo resta quello di ricercare soluzioni condivise, anche di gestione non traumatica degli esuberi laddove non siano perseguibili altre strade, puntando convintamente alla riconversione e riqualificazione professionale degli addetti – imprescindibile in un settore soggetto a rapida obsolescenza delle competenze –, oltreché ad avanzare proposte per una più efficace ed efficiente organizzazione del lavoro, spesso non al passo con i tempi.
Quello che temiamo sono le ricadute sui lavoratori, diretti e indiretti, delle decisioni che potrebbero essere prese a fronte della comune necessità di riorganizzazione, specie se incoscientemente unilaterali: ecco allora che le politiche sindacali da mettere in campo riteniamo dover essere della stessa matrice, sebbene poi da applicarsi tempo per tempo, caso per caso – in una sorta di unificazione delle singole vertenze in un medesimo percorso, tanto più largo quanta più massa critica sapremo coinvolgere, coinvolgendo, quando opportuno, anche le altre categorie sindacali.

 

Roma, 25 marzo 2019

 

SLC-CGIL ROMA E LAZIO