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TIM Comunicato FTTH (6-19)

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FTTH: PRONTI, PARTENZA, VIA! …O NO?

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     Si stanno svolgendo da settimane degli incontri di presentazione ai lavoratori del Piano industriale, così come aggiornato dal nuovo AD.

     Un Piano che si concentra sul futuro industriale di TIM, alla luce del difficile momento che Azienda e settore delle TLC stanno attraversando, e che contiene un messaggio di rilancio: le Nuove Tecnologie e le Nuove Professionalità, da intercettare e consolidare, dal 5G alla FTTH, IMPIANTI NICI, CLOUD, e relativo ammodernamento e sviluppo dell’ASSISTENZA CLIENTI.

     Ben sapendo, aggiungiamo noi, che i contratti di appalto in essere nel mondo Rete hanno provocato la scellerata scelta di destinare le attività tradizionali a ManodOpera Impresa (MOI). Ciò comportando nell’immediato, però, che la ManodOpera Sociale (MOS) è scarica di lavoro.

     La città di Roma è uno di quei territori dove lo sviluppo della rete FTTH è già realtà. E dove gli impegni aziendali ed i buoni propositi del Piano Industriale sulle nuove tecnologie e nuove professionalità in tema possono realizzarsi da subito – e dare così testimonianza immediata che non siamo ai soliti proclami dei dirigenti di turno ma che forse, finalmente, ci stiamo attrezzando per accompagnare il cambiamento della digitalizzazione: con l’impegno di TUTTI c’è una prospettiva meno inquietante per i Lavoratori del Gruppo TIM.

     Epperò: dopo un primo momento di formazione dei tecnici sulle attività di realizzazione impianti FTTH presso le unità abitative, cosa accade? Che queste lavorazioni cadono fuori dal perimetro MOS verso MOI per mancanza di dotazioni e materiale, non permettendo quell’affiancamento operativo in squadra che concluda il periodo di formazione. I Lavoratori possono solo prendere atto della trasformazione aziendale e mettersi a disposizione per affrontarla, il resto lo deve fare concretamente chi governa l’azienda.

     Allora: verificare il processo di approvvigionamento dei materiali (come ad es. cavi in fibra e connettori ottici), sbloccare l’acquisto delle dotazioni per i tecnici in formazione professionale, infine instradare l’agenda degli appuntamenti di questi impianti a saturazione MOS.

     Vanno preventivamente collaudati i Ripartitori Ottici Edificio e verificata la loro messa in rete con gli apparati in centrale perché spesso i nuovi impianti non vengono realizzati con rinuncia cliente perché il servizio dati e fonia non è instradato verso il cliente – arrecandosi un gravissimo danno di immagine di TIM.

     SLC è pronta ad un confronto in tema di organizzazione del lavoro, partendo per es. dalla rete di distribuzione di nuova generazione che intercetta in Wholesale Operations una moltitudine di addetti in ogni struttura di banche dati, interfacce e tracciabilità, creation, provisioning, delivery, assistenza tecnica, tecnici on field.

     La SLC c’è, l’Azienda che intenzione ha?

Roma, 13 giugno 2019

Slc-CGIL Roma e Lazio

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*CAAF CGIL*
 

 

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