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TIM Comunicato ferie (12-18)

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VERTENZA FERIE E PERMESSI, FACCIAMO CHIAREZZA

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    Si è fatto un gran parlare (per lo più, a vanvera) degli incontri sindacali nazionali e di Commissione tecnica sulla regolamentazione della fruzione di ferie e permessi retribuiti. Pertanto, ci corre l'obbligo di fare un poco di chiarezza e ristabilire la verità dei fatti.
     All'incontro del 30 novembre tra TIM, Coordinamento nazionale RSU e Segreterie nazionali di Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL UGL Tlc, l'Azienda ha avanzato la sua proposta:
entro il 31 marzo tutti debbono pianificare almeno 3 settimane di ferie (da fruirsi tra gennaio e settembre, ivi comprese 2 settimane di chiusure collettive per i settori non operativi), ed entro il 30 settembre le eventuali restanti giornate (da fruirsi tra ottobre e dicembre) – salvo esigenze particolari, purché comunque godute entro l'anno di maturazione. In caso di mancata pianificazione, la collocazione delle ferie sarà decisa dall'Azienda. Le due giornate di ferie in più ex accordo 11/06/2018 se non fruite entro l'anno di maturazione decadono;

i permessi retribuiti saranno 40: 32 + la smonetizzazione dell'ex festività del 4 novembre. Quelli non ancora fruiti entro settembre vanno programmati entro il 10 ottobre, pena la collocazione decisa dall'Azienda. Il lavoratore potrà richiedere la modifica della pianificazione già approvata solo in presenza di esigenze particolari, e comunque fruire dei permessi entro l'anno di maturazione. Istituzione di permessi a recupero per gestire le eventuali esigenze in luogo della fruzione dei permessi prima del 31/12, per un massimo di 8 ore annue.
    A questo punto, si è deciso di insediare una Commissione tecnica più ristretta che, per la espressa richiesta di Slc-CGIL, ha visto partecipare RSU afferenti a tutte le Organizzazioni sindacali presenti nel Coordinamento nazionale (ivi comprese, quindi, quelle autonome). La Commissione ha lavorato nelle giornate del 6 e 12 dicembre.
Quanto alle ferie, la parte sindacale ha chiesto unitariamente che:

 

  • la prima programmazione possa essere fatta entro aprile;
  • le chiusure collettive siano al massimo una settimana;
  • le due giornate di ferie ex accordo 11/06/2018 non decadano entro l'anno di maturazione;
  • si introducano cd regole d'ingaggio chiare circa le modalità di richiesta e tempi di conferma (ivi compresa l'emissione dei turni di lavoro e della reperibilità in tempi utili per la programmazione).

L'Azienda non si è più pronunciata, rinviando il tutto all'incontro sindacale nazionale dell'8 gennaio.
    Quanto ai permessi retribuiti, la controproposta di parte sindacale (unitaria) ha previsto:
44 ore all’anno, e fruizione a partire da un minimo di 15 minuti (come da piattaforma rivendicativa Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL per il recupero del contratto aziendale ed approvata a stragrande maggioranza dai lavoratori e lavoratrici in assemblea);
nessuna pianificazione né programmazione per l'anno in corso;
i lavoratori che avessero esaurito la spettanza, avrebbero dei permessi bonus; quelli che invece avessero dei residui dovrebbero allora programmarli entro un certo periodo, oltre il quale sarà l'Azienda a comandarle.
TIM ha chiuso nettamente alla possibilità di fruire di residui permessi nell'anno successivo a quello di maturazione.
Dovendosi valutare l'ipotesi della fruizione obbligatoria entro l'anno di maturazione pena decadenza, la proposta di parte sindacale (unitaria) è stata così quella di aumentare le ore di permessi retribuiti a 60 annue, ed introdurre delle regole chiare ed esigibili perché ne sia garantita l'effettiva fruizione. Ben sapendo, parte sindacale, che questa proposta non era stata mai discussa in sede di Coordinamento nazionale RSU (l'unico titolare sindacale delle trattative di II livello), per di più consapevoli tutti del fatto che introdurre la decadenza è una deroga in peius di quanto disposto dal contratto nazionale. E ben chiaro a tutti che l'Azienda ha chiuso i lavori di Commissione ribadendo la sua disponibilità a riconoscere 40 ore annue, non 60.
Il 13 dicembre all'incontro sindacale nazionale un componente sindacale della Commissione ha relazionato (per tutti) il Coordinamento nazionale RSU dei lavori svoltisi in quella sede.
Immediatamente dopo, ha preso la parola l'Azienda per chiarire che, in ottica di risparmio sul costo del lavoro, non è disposta ad aumentare le ore di permessi retribuiti né a concedere che anche solo una parte di questi possa confluire nel Conto ore individuale. Quindi, tutti i presenti hanno potuto constatare che TIM ha rigettato la proposta di Commissione di elevare a 60 le ore di permessi – e solo chi è evidentemente in malafede può riportarne piuttosto una interdizione sindacale, meglio: una interdizione da parte di Slc-CGIL.
Per superare l'impasse, le Segreterie nazionali di Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL si sono riunite con l'Azienda in separata sede, ribadendo (in coerenza con la su richiamata piattaforma rivendicativa contratto aziendale) la volontà di concordare 44 ore di permessi annui e il rigetto di meccanismi di programmazione nell'anno di maturazione.
L'8 gennaio il Coordinamento nazionale RSU tutto avrà possibilità di partecipare al prosieguo della trattativa.
Vertenza su cui pesano come un macigno le esigenze aziendali di bilancio, a dimostrazione di una condizione economico-finanziaria difficile che deve metterci sull'avviso circa il futuro dell'Azienda. Il Sindacato confederale, malgrado ciò e malgrado le incertezze dettate (tra l'altro) dalla litigiosità tra i principali azionisti e della sempre più probabile societarizzazione/esternalizzazione della rete, è e resta comunque impegnato ad ottemperare agli impegni sottoscritti l'11 giugno ed apprezzati dalla stragrande maggioranza dei lavoratori riuniti in assemblea: recupero del contratto aziendale (a partire dalla dinamica degli livelli inquadramentali, la revisione degli istituti della franchigia oraria e del mancato rientro, la regolamentazione del lavoro agile), verifica dell'andamento dei contratti di solidarietà difensiva, accordo sugli isopensionamenti, illustrazione delle linee ed indirizzi strategici in materia di appalti. A questo proposito, giova ricordare che è già stato abbassato il target dell'ebitda per aumentare le possibilità di erogazione del pdr.
Di certo, non abbiamo tempo né voglia di continuare ad investire energie per rispondere delle farneticazioni altrui.

Roma, 28 dicembre 2018

Slc-CGIL Roma e Lazio

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