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TIM Comunicato Moving (8-18)

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PIANO Moving anno ZERO

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Martedì 7 agosto gli RLS sono stati convocati dell’azienda per visionare lo spazio di refezione che sostituirà temporaneamente l’attuale mensa di via Oriolo Romano 257, chiusa per lavori da lunedì 13 agosto: l’intervento riguarderà vari aspetti: pavimento, soffitto etc. e si interverrà anche sul microclima: condizionamento, luce, introduzione di materiali fonoassorbenti, portando inoltre la capienza finale a 210 posti, dai 150 attuali. Lo spazio di refezione provvisorio è stato ricavato da un portico nel retro, utilizzato in precedenza come parcheggio moto ed ha una capienza per circa 120 persone. Tale soluzione è stata sottoposta, a detta dell’azienda, al parere preventivo della ASL, con esito favorevole. Per accedere all’area di refezione occorrerà uscire all’esterno: suggeriamo a riguardo di prevedere nel locale provvisorio tornelli per marcare inizio e fine mensa, e di ripristinare fino al termine dei lavori sull’ingresso esterno i tornelli per marcare l’entrata in azienda, in modo che la mensa risulti interna all’edificio: ricordiamo che in questa sede ci sono colleghi operativi che hanno l’obbligo della pausa rigida.

L’azienda, su nostra richiesta, ci ha comunicato che la sede di via Oriolo Romano 257 ospita attualmente circa 1000 persone (di cui 300 temporaneamente appoggiate in attesa della disponibilità della sede di via Stazione Tuscolana) ma è destinata ad essere riempita fino a 1300 persone, consulenti esclusi.
Inutile constatare che, terminato il periodo feriale e i lavori di ristrutturazione, i 210 posti mensa saranno insufficienti, tanto più lo saranno i 120 posti della mensa provvisoria.
Anche per la sede di Oriolo Romano 240 si procederà alla ristrutturazione della mensa, predisponendo una “zona volano” interna, ed è plausibile immaginare anche qui disagi a go-go.
L’azienda (in generale per tutti i servizi alle persone) minimizza il problema, ed afferma che eventuali code si gestiranno assegnando ad ogni settore un orario mensa specifico.
TIM con il piano moving sta facendo saving speciale sulla voce “logistica”, tagliando i costi dei canoni di affitto, e comprimendo lo spazio individuale assegnato al singolo lavoratore. Le sedi di destinazione sono generalmente dotate di servizi non dimensionati al numero di persone, spesso poste molto distanti dalla sede originaria, intorno alla quale lavoratrici e lavoratori si attestavano da anni ed in molti hanno organizzato la propria vita privata: dall’abitazione alle scuole, asili, assistenza a familiari disabili ecc…. Molte delle sedi erano già state dichiarate disagiate dall’azienda, eppure non ha esitato a trasferirci personale in forma massiccia senza prevedere un adeguato piano di servizi alle persone. Non era forse il caso di pensare a delle alternative che meglio conciliassero la voce “risparmio” con la conciliazione tempi vita e lavoro, e tutelare anche il benessere dei lavoratori?
Emblema ne è, per esempio, la sede di Acilia, osteggiata da diversi responsabili di linea, di cui alcuni sono riusciti ad ottenere una riallocazione altrove a discapito di chi è “rimasto” lì. Non si tratta di persone che si oppongono a priori alle riorganizzazioni aziendali, ma vorrebbero essere messe in condizioni di svolgere l’attività lavorativa avendo a supporto i servizi e le flessibilità che possano compensare almeno in parte il disagio della sede. Abbiamo chiesto all’azienda: l’apertura di un altro varco sul cancello esterno, per facilitare il deflusso dei veicoli nelle ore di massima concentrazione; più punti ristoro non essendoci nelle vicinanze della sede punti ristoro esterni; richiesto la disponibilità di una navetta per lasciare la sede in situazioni di emergenza, un incremento delle corse da/per la metro B Magliana per coprire i turni part-time; flessibilità in ingresso, anticipando l’ingresso rispetto alle ore 8:00. In alcuni casi di difficoltà a muoversi sarebbe bene organizzare anche una sede più centrale d’appoggio.
Per non parlare di S. Palomba con i suoi problemi strutturali: tra i più in evidenza il condizionamento, l’acqua, la mobilità.
Come RLS SLC CGIL e come Organizzazione Sindacale in tutte le occasioni stiamo ribadendo che se questo dovesse essere il piano moving definitivo, va messa in campo tutta una serie di strumenti, anche innovativi, di carattere strutturale che riguardino tutte le sedi, nessuna esclusa. Noi alcune proposte le abbiamo già avanzate (vedasi comunicati precedenti), altre ne abbiamo e siamo pronti a confrontarci da subito, ma l’approccio non può essere quello adottato finora: “meglio poco che niente……”
Su questo approccio non saremo mai d’accordo e continueremo la nostra battaglia, così come continueremo a vigilare perché tutte le ristrutturazioni avvengano nel rispetto degli standard di sicurezza, non escludendo il coinvolgimento degli organi preposti qualora ce ne fosse la necessità, come già fatto per le sedi di Estensi, Oriolo e alcune centrali. Gli organismi competenti su nostra segnalazione hanno svolto sopralluoghi, rilevando inadempienze che l’azienda dovrà sanare con i relativi adeguamenti e pagando sanzioni, per la messa in sicurezza degli edifici.
Siamo sempre dalla parte di lavoratrici e lavoratori, come da nostro ruolo.


Roma, 9 agosto 2018

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