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Open Access Comunicato banca ore (11-17)

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BANCA ORE O 100%?

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I lavoratori di Open Access (TOF), in queste ultime ore sono stati sollecitati a rendersi disponibili allo straordinario nel fine settimana:
Poiché non ci risultano cause di forza maggiore o eventi eccezionali cui far fronte, immaginiamo che tale richiesta nasca dall’esigenza di centrare obiettivi funzionali al tornaconto di qualche Responsabile che prova a mettere la polvere sotto il tappeto, non appena accortosi che i conti (SLA? Giacenze delivery?) non tornano.
Da parte nostra, chiediamo all’Azienda in quale sede abbia comunicato il superamento degli accordi in essere riguardo la Banca ore in Open Access.
Il rispetto che ciascuna delle parti in causa (Azienda, Rappresentanze sindacali, lavoratori) dovrebbe verso le migliaia di lavoratori e lavoratrici che, da anni, sono sottoposti al contratto di solidarietà ci rende doveroso sottolineare e chiedere conto del mancato rispetto di un accordo, quello del 27 ottobre 2015, che pure non abbiamo condiviso ma che lega il CDS alla Banca Ore in OA.
Appare evidentemente contraddittoria la richiesta di disponibilità dei TOF fuori orario e la contemporanea, in alcuni casi pressante, richiesta di fruire dei permessi retribuiti ben oltre le 44h del Conto ore individuale (anni -1 e -2) imposte dall’Azienda stessa in sede di esame congiunto. Ci risultano casi, non isolati, in cui si arriva a pretendere la programmazione anche delle 34 ore di permessi del 2017.
La sensazione dell’esistenza di una gestione centrale priva di una visione complessiva e reale, cui si affianca l’assoluta eterogeneità delle applicazioni delle direttive centrali sui territori, rende il quadro d’insieme desolante, con i lavoratori sempre in mezzo tra incudine e martello.

Da un lato le citate pressioni per programmare di tutto e di più entro fine anno, dall’altro realtà in cui i Responsabili hanno già comunicato ai lavoratori la possibilità di spostare le ferie residue in conto 2017 al 2018.
Dobbiamo amaramente constatare che le nostre perplessità, in più occasioni espresse e in tutte le sedi sottolineate riguardo le scelte strategiche (CDS e conseguente Banca ore), nonché le forzature unilaterali (Regolamento aziendale in luogo del Contratto aziendale) si stanno rivelando, col passare del tempo, più che fondate.
Quel che risulta evidente oggi è che le regole cervellotiche imposte dall’Azienda vengono violate da essa stessa. Nonostante i proclami, infatti, la (dis)organizzazione del lavoro non è mai stata oggetto di valutazioni e interventi genuinamente finalizzati all’efficienza ed all’efficacia. Le scelte fatte hanno avuto l’unico obiettivo di comprimere costo del lavoro e diritti, e peggiorare il clima sui posti di lavoro. Obiettivi centrati in pieno senza beneficio per l’azienda, tutt’al più per qualche manager di passaggio.
Altra pessima prova di sé le Linee l’hanno dimostrato imponendo il turno lavorativo di domenica per i tecnici OA, giustificandolo con un perentorio: “Ce lo chiedono i clienti!”. Hai voglia a provare a dimostrare invece la necessità di un maggior presidio infrasettimanale… Salvo poi leggere sui siti istituzionali di promozioni sui costi di attivazione del servizio di linea fissa per la domenica – ribaltando quindi i fatti di causa-effetto: se i clienti lo chiedono, è perché l’Azienda ha deciso di renderlo loro economicamente allettante.
Sarebbe davvero ora di confrontarsi senza pregiudizi e senza ultimatum, noi siamo come sempre disponibili.

Roma, 30 novembre 2017

SLC-CGIL ROMA E LAZIO